mercoledì 9 maggio 2012

Anna Dello Russo, la nuova stylist per H & M




 Si avete letto bene, è proprio lei, la direttrice di Vogue Japan, la leggendaria icona modaiola del fashion, Anna Dello Russo, a firmare la nuova capsule collection di H&M. Sono già stati tanti i designer di moda che hanno creato capi per la maison svedese realizzando pezzi inediti e andati a ruba.

Se volete avere assolutamente uno dei capi della nuova collezione di H&M disegnato da una fashion director come ADR, allora segnatevi questa data nella vostra agenda: a partire dal 4 ottobre e in 140 negozi in tutto il mondo e online, potrete cercare di acquistare uno dei suoi pezzi iconici della collezione Autunno/Inverno 2012-13. 

Anna Dello Russo è un'amante degli accessori e ha voluto omaggiare del suo estro il brand, creando capi che non si trovano in giro,soprattutto accessori, indispensabili per personalizzare il proprio look e renderlo speciale.

La sua collezione assolutamente glamoue, vanterà ben si scarpe, borse, un trolley, occhiali da sole e gioielli. 
Anna ha voluto accostare nella sua collezione sopratutto tanto oro a dettagli verde acqua.
Due tendenze della prossima stagione autunno-inverno, e che io adoro moltissimo.

Capsule Collection ADR at H&M
La fashion director di Vogue Japan ama il momento dell'accessorio durante un dressing-up: è il tocco personale su ogni outfits che fa la differenza e rende particolarmente fashion una persone. Con questi pezzi tutti potranno divertirsi ad "accessioriarsi" e a trasformare un giorno normale in un fantastico fashion day.


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sabato 5 maggio 2012

ARTURO GHERGO IN MOSTRA

L'incrollabile culto della Bellezza

 

 A Palazzo delle Esposizioni di Roma è stata aperta al pubblico dal 3 aprile all'8 luglio, la mostra fotografica di Arturo Ghergo. Mentre Mario Testino aveva immortalato per la sua esposizione le grandi top model contemporanee, Ghergo porta in scena la fotografia di studio prodotta in Italia tra gli anni '30 e gli anni '50, in quanto rappresenta il personaggio che interpreta meglio la tensione verso quell'ideale di bellezza ed eleganza che nel mondo anglosassone veniva concepito come glamour.
Le sue foto infatti sono realizzate esclusivamente nel suo studio fotografico, egli era un mago in termini di luci e ombre e riusciva a trarre fuori il meglio dal soggetto in posa, anche se le ore di posa erano davvero tante, ma necessarie per riuscire a cogliere l'attimo ed ottenere la sublimazione dalla sua arte fotografica.

Ghergo nasce nel 1901 a Montefano, nella provincia di Macerata e si trasferisce a Roma nel 1929 dove apre il suo primo studio fotografico proprio in via Condotti, che comincia ad essere nel corso del tempo il crocevia di personaggi famosi, divi del cinema, personaggi della politica. Allo stesso modo Ghergo, si afferma e diventa il fotografo più richiesto e il ritrattista più ambito della Capitale proprio da questo pubblico che gremiva la città.
Fotografo della bellezza, le sue modelle portano nomi altisonanti a partire dalla giovane Marella Caracciolo, non ancora signora Agnelli, Consuelo Crespi, Mary Colonna, Josè del Drago, Irene Galitzine. Queste sono solo alcune delle muse che hanno posato per il grande ritrattista.   
E' sopratutto il mondo del cinema che affida a Ghergo la reinterpretazione fotografica delle attrici. Grazie al suo sapiente obiettivo ha sputo dare luce alle star nostrane, da Isa Miranda a Mariella Lotti, da Leda Gloria a Alida Valli, Assia Noris, Maria Denis.
Sophia Loren, Silvia Pampanini, Gina Lollobrigida, Silvana Magnano e Vittorio Gassman, sono solo alcuni dei nomi più eclatanti del portfolio di Ghergo. La sua formula iconografica gli garantisce una fama immutata nel tempo. Nonostante il mutare delle mode, e con l'introduzione di inedite modalità espressive, con la sperimentazione del colore sulla fotografia pubblicitaria e la pittura, non cambiano le idee del fotografo che rimane fedele al suo stile, continuando a testimoniare il suo persoanle e incontrollabile culto della bellezza.

 
Il suo studio in Via Condotti oltre che atelier specializzato nel ritratto, è un vero sistema di produzione d'immagine ad uso commerciale. Con l'avvento del colore negli anni '50, Ghergo non lo percepisce come un vantaggio, ma come un difetto in quanto non è possibile da ritoccare con le tecniche e i materiali fino ad allora usati. La sua passione per la fotografia lo porta a fotografare anche principesse come fossero dive del cinema, e viceversa, esemplare equazione che riassume la novità dell'approccio di Ghergo al ritratto celebrativo.
E' la compenetrazione tra questi due mondi, separati solo per censo, ma riunificati da una nuova concezione di jetset che consente a Ghergo di configurare uno stile unitario e applicarlo senza soluzioni di continuità sia che il soggetto fosse la diva del momento da esibire sulle pagine patinate dei settimanali di moda, sia che fosse una delle rampolle della "nobilità nera", desiderosa di aggiornare la propria immagine in ossequio ai nuovi e rigidi costumi sociali.  
Spesso per queste ultime l'occasione è costituita dall'indossare un abito in veste di testimonialper le nascenti case di moda come Fontana, Gabriella Sport, Galitzine, Simonetta, Carosa, Botti, Ventura e Gattinoni.
In questo modo è ancora più facile abbandonarsi al glamour tipico della fotografia di moda, houte couture, imitando le pose delle modelle viste su Vogue, Harper's Bazaar. Le sue modelle portano così i nomi altisonanti del "gran mondo" come Marella Caracciolo, Consuelo Crespi, Mary Colonna.
Se gli atelier parigini erano il Santo Gral dello stile e modelli da imitare, le sartorie si accingevano a raggiungere un livello che non poteva essere etichettato solo come un alto artigianato. Sull'onda della nascita dell'Ente Nazionale della moda, case come Biki, Ventura ( legate all'officina creativa di future firme come Carosa, Simonetta, Gattinoni) Battilocchi e Gabriella Sport si imponevano all'attenzione di una clientela esigente, guadagnando spazi di riguardo.
Arturo Ghergo seppe sempre dare immagine a questi elementi diventando il pioniere non solo della glamour photograpy, ma anche di foto di moda italiane nonostante in quegli anni e nel successivo dopoguerra mancavano totalmente riviste specializzate e men che mai paragonate a quelle nate nel mondo anglosassone, svolta che avvenne negli anni '60 e fu preceduta unicamente da apparizioni e pubblicazioni femminili.
A dispetto di queste difficoltà Ghergo creò un look unico, sintesi di sofisticata classità, gusto infallibile e coraggiosa innovazione che aveva i primi spazi mediatici in riviste come "Gran Mondo", dedicate alla vita dell'alta società e nei cineillustra TV su divi e divine del grande schermo.    

Consuelo Crespi


Quint'essenza chic e musa preferita di Arturo Ghergo era Consuelo Crespi. La pubblicità dell'epoca la definiva la donna più bella del mondo. Emanava dal suo agile corpo una sinuosa musicalità che permeava l'obiettivo fotografico